Dito a scatto

Il dito a scatto, anche definito in gergo medico “tenosinovite stenosante dei flessori”, è un’infiammazione della guaina tendinea dei flessori di un dito che si manifesta con la formazione di un nodulo tendineo doloroso alla base del dito interessato. Questo causa il caratteristico scatto nei movimenti di flesso-estensione del dito, dovuto alla difficoltà meccanica incontrata dal nodulo a scorrere al di sotto della puleggia basale, ovvero la parte iniziale del canale di scorrimento dei tendini stessi (si ricorda che per ogni dito, fatta eccezione per il pollice, sono due i tendini flessori che occupano il canale, distinti in flessore superficiale e flessore profondo). Lo scatto è spesso accompagnato da dolore e conseguente difficoltà nei movimenti. Le cause non sono sempre chiare ma la ripetuta esecuzione di attività di presa o carico con la mano rende i tendini flessori più suscettibili ad un processo di infiammazione cronica e conseguente aumento del loro volume.

Il trattamento è rappresentato, nel caso di patologia insorta da non più di 3 mesi, dall’impiego di tutori notturni e diurni dedicati, associati ad una idonea terapia occupazionale e terapia fisica/fisioterapica per la riduzione del gonfiore e del dolore, anche se il trattamento conservativo non è sempre risolutivi per eliminare lo scatto. In caso di persistenza o ricomparsa dei sintomi è indicato l’intervento chirurgico, eseguito in anestesia locale, che libera il tendine attraverso la sezione della puleggia, con una mini-incisione alla base del dito e a volte eseguibile in endoscopia con due mini accessi alla base del dito. L’intervento ha una durata di circa 10 minuti e viene eseguito in anestesia locale in regime di Day Hospital.
Dopo l’operazione è utile eseguire alcuni semplici esercizi di fisioterapia per evitare la formazione di aderenze tendinee e per ottenere una più rapida ripresa delle comuni attività quotidiane.